Eventi 2013

 

  •  28 Novembre 2013SIENA  (c/o Auditorium Chianti banca – Monteriggioni): TRUST IN FAVORE DEI SOGGETTI DEBOLI   http://www.centrostudistrategici-avandpartners.it/wp-content/uploads/2012/11/Trust-e-dopo-di-noi-28-nov.-SIENA1.pdf
  • 10 novembre – Catania – Lions Club  Bellini: l’Avv.Furnari, componente del nostro Comitato Scientifico, unitamente al dott.Giuseppe D’Allura, ( presidente della sezione lavoro della Corte d’appello di Catania), è intervenuto sul tema della Giustizia e su le necessarie riforme (vedasi il quotidiano La sicilia dell’11.11.13).

 

  • 31 ottobre 2013 Rimini, Sala Marvelli – ore 15,00/18,00 con il patrocinio della Provincia si terrà la conferenza dal titolo -  Trust e dopo di Noi  – Il Trust in favore dei soggetti deboli. Presentazione del libro Trust e “ DOPO DI NOI”- Ipsoa 2013. Saluti introduttivi: Vincenzo Mirra, Assessore della provincia di Rimini.

SONO PERVENUTI I SALUTI DA PARTE DEL PARLAMENTO EUROPEO – Il VICE PRESIDENTE http://www.centrostudistrategici-avandpartners.it/wp-content/uploads/2012/11/saluto-vice-presidente-parlam-europeo3.jpg

Presiedono e coordinano: Lucia Dovigo Presidente Associazione AIRETT – Francesco VenturaCofondatore e Presidente Esecutivo del “Centro Studi Strategici e Giuridici Internazionali AV&Partners”.

Relatori: Avv.Simona Arduini, foro di Milano; Avv.Gabriella La Torre, foro di Firenze e Dott.Luca Serpieri, commercialista in Milano, tutti co-autori del volume edito da IPSOA.

Ai partecipanti al Seminario sarà consegnata una copia omaggio dell’opuscolo di sintesi del libro edito da Ipsoa “Trust e dopo di Noi”.

  • 29 e 30 giugno 2013: partecipazione del Presidente Esecutivo  del Centro Studi al Summit Internazionale di Montegrotto Terme (Pd) in qualità di esperto e relatore per : “il ruolo strategico del Mediterraneo: il caso Malta”.
  • 6 GIUGNO 2013: GRADARA, Sala Convegni della BCC di Gradara, Via Cattolica n.20 – orario 14,45/18,00 – PER IL CICLO: “DIRITTO E DIRITTI A CONFRONTO”:incontro di studio e approfondimento scientifico su: il “contratto di unione civile”: casi pratici di applicazione della normativa attuale e potenzialità dell’accordo” (programma su www.gradara.bcc.it).
  •  4 MARZO (dalle ore 15 alle ore 17.30presso il   PALAZZO di GIUSTIZIA   di  RIMINI   (Sala Consiliare dell’Ordine) per il ciclo  “Incontri con l’autore”  si terrà la Tavola Rotonda” presieduta  dall’Avv. Francesco Furnari, (del Foro di Milano ed Autore  per Giappichelli Editore), avente ad oggetto la trattazione de i danni per la lentezza dei processi e più precisamente La nuova legge Pinto –  ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ”.
  • 31 gennaio 2013 – Tribunale di Pesaro – Aula Assise – dalle  14,45 alle 18,00 L’Antiriciclaggio per i professionisti. Casi pratici.
  • 14 dicembre 2012: partecipazione del Centro Studi allo ” UK INTERNATIONAL CONGRESS” di Abano Terme (Pd) in qualità di esperto di diritto e business internazionali nell’area del Mediterraneo
  • !9 e 20 ottobre 2013 - Tribunale di Rimini – Aula M – Seminario di approfondimento in materia di Trust (vedasi sezione “eventi”).

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  • Saluto introduttivo del Presidente dell’Ordine forense di Milano, Avv.Paolo Giuggioli – Rimini, 19 ottobre 2012

             Egregi Signore e Signori, stimati Colleghe e Colleghi,

    è con grande soddisfazione che accolgo l’invito a partecipare a questo incontro  in una città che vanta un tessuto professionale ed imprenditoriale dotato di grande vitalità e dinamismo. Colgo, pertanto, l’occasione per ringraziare vivamente tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di tale evento sia a titolo personale che in veste di Presidente dell’Ordine Avvocati di Milano: all’Ordine professionale di Rimini ed al proprio Presidente Avv. Giovanna Ollà che ospita tale significativa iniziativa, al “Centro Studi Strategici e Giuridici Internazionali AV&Partners” che ne è promotore ed organizzatore congiuntamente allo Studio professionale della nostra iscritta avv. Simona Arduini, nonché a tutti gli intervenuti che in tal modo confermano il sempre crescente interesse verso i temi che saranno argomento di trattazione nel novero di codesto seminario specialistico. In questi ultimi anni, come noto, l’approccio al Trust è cambiato a seguito di alcune importanti innovazioni in materia. E’ sufficiente ricordare a questo proposito le innovazioni introdotte dalla legislazione fiscale in materia di Trust. In base alla stessa è finalmente venuta meno l’incertezza dovuta all’assenza di un trattamento fiscale del Trust in Italia, nonché l’introduzione nel Codice civile dell’art. 2645 ter attraverso il quale è ora possibile la trascrizione degli atti di destinazione. Tale norma ha eliminato in radice la storica incertezza dell’ammissibilità della trascrizione degli atti di Trust che permeava l’istituto del Trust in Italia. Sicuramente l’approccio al Trust è cambiato in meglio anche grazie alla fattiva opera della Giurisprudenza italiana  e degli Uffici Finanziari che, a seconda dei casi, hanno anticipato o confermato quanto disposto in via legislativa. Oggi dunque, chi si avvicina al Trust può apprezzarne appieno l’utilità dello strumento e la sua prassi professionale. I temi trattati nel corso delle due giornate di seminario consentiranno a tutti gli intervenuti di capire che un atto di Trust presenta peculiarità sue proprie che rinvengono dal caso specifico; per converso si capirà che lo strumento ha regole rigide alle quali i soggetti in gioco non possono sottrarsi. Tra i soggetti in gioco, il riferimento è essenzialmente rivolto a tutti coloro che si occupano professionalmente di Trust, i quali hanno il dovere di informazione e di specializzazione anche in ossequio alle norme deontologiche. A tal proposito ritengo oltremodo sottolineare, e me ne compiaccio, che in tale occasione si offra un essenziale contributo ai partecipanti in tal senso, alla luce della specificità di trattazione riservata all’approccio deontologico cui i professionisti in materia devono ineludibilmente osservare. A seguito di queste pur brevi considerazioni di ordine generale, ritengo che si evinca acclaratamente che i lavori nel loro complesso offriranno a noi tutti la possibilità di conoscere concretamente la duttilità dello strumento del Trust e, attraverso l’insieme delle sessioni oggetto di relazione vi potrà essere modo di affrontare non pochi aspetti delle vicende del Trust, dando vita ad una nuova ed ancor più consolidata consapevolezza dello strumento in materia di prassi civile professionale. 

 
  • estratto dell’intervento Avv.Furnari del 4 marzo 2013 : “Il PROCEDIMENTO PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI DELLA NON RAGIONEVOLE DURATA DEI PROCESSI CIVILI PENALI ED AMMINISTRATIVI :La legge Pinto e la sua nuova riforma con la legge di conversione del 7 agosto 2012, n. 134. Il ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo”.

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Relatore: Avv. Francesco Furnari 

Le cause promosse dai cittadini innanzi alle Corti di Appello per chiedere i danni della non ragionevole durata dei processi ai sensi della legge Pinto non sono sempre un’accusa (salvo alcuni casi) all’attività dei magistrati, bensì si dirigono verso l’inefficienza dello Stato nel risolvere i problemi della giustizia, in quanto le leggi, gli organici e le strutture giudiziarie non sono adeguati alla trasformazione moderna della società. La giustizia manifesta ovunque negli uffici giudiziari della nazione quasi la stessa lentezza, come ho avuto modo di constatare facendo il giudice aggregato di un’autonoma Sezione del Tribunale per definire i processi arretrati, oltre che a Catania, nei Tribunali del Piemonte e della Lombardia, ciò anche con intento di approfondire tali indagini. Quanto all’art.5 della legge Pinto che prescrive che il decreto di condanna dello Stato al risarcimento dei danni va comunicato a cura del Cancelliere della Corte di appello al Procuratore generale della Corte dei Conti ed ai titolari dell’azione disciplinare al fine dei procedimenti di responsabilità, esso è rimasta lettera morta, poiché i decreti che condannano la P.A.al risarcimento dei danni in favore del cittadino vittima della lentezza di un processo motivano costantemente che la responsabilità è dello Stato, per l’insufficienza degli organici, la inadeguatezza delle strutture giudiziarie e le mancate riforme delle leggi procedurali. Piuttosto la politica dello Stato (la legge nella sua genesi è un atto politico) ha giocato a scarica barile contro i giudici, quasi cercando di addebitare alla magistratura una responsabilità che è in buona parte solamente sua….Infatti se lo Stato non aggiorna le strutture giudiziarie, con mezzi economici, leggi ed organici, adeguandola alla enorme crescita del contenzioso, finisce come quel paesino di montagna, ove l’amministrazione comunale aveva omesso la manutenzione e la costruzione delle strade per 40 anni. Il procedimento riguarda l’ingresso di una norma internazionale qual’è l’art.6, par.1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, la cui applicazione prima dell’entrata in vigore della legge24 marzo 2001, n.89, cioè la c.d. legge Pinto, era riservata alla Corte europea dei diritti dell’uomo. La mia esperienza professionale in materia di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo risale ad oltre 20 anni fa, quando un mio cliente che aveva sostenuto la sua causa innanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche ed aveva ottenuto un adeguato risarcimento dei danni subiti per l’allagamento della sua azienda agricola, mi chiese di proporre un ricorso alla Corte di Strasburgo per ottenere anche i danni patiti per la durata di quel processo. Allora il cittadino non poteva adire direttamente la Corte, bensì la Commissione europea dei diritti dell’uomo (paragonabile alla funzione del Giudice Istruttore rispetto al Collegio) la quale emise una decisione di ricevibilità e dopo tre mesi, non essendo stata aditala Corte da parte dello Stato, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, per appena 7 anni di ritardo del processo in due gradi del giudizio, condannò l’Italia a pagare 50 milioni di lire, più il rimborso di 8 milioni di lire per onorario di avvocato. Ma dal 1998 il cittadino può adire direttamente la Corte Europea, dopo la firma del protocollo 11, firmato dall’Italia a Strasburgo l’11 maggio 1993, ratificato con la legge 28 agosto 1997, n. 296 ed entrato in vigore il 4 novembre 1998. Da allora la lentezza della giustizia è un tema che mi ha sempre appassionato…” (testo integrale dell’intervento in “area riservata”).

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